Danni Polmonari del Crack

Danni Polmonari del Crack

Danni Polmonari del CrackTra le complicanze associate all’utilizzo di sostanze d’abuso, in particolare di crack, quelle a carico dell’apparato respiratorio risultano spesso sottovalutate, forse a causa di una sottostimata frequenza di presentazione. Il tipo di quadro polmonare che può presentarsi nel cocainomane è in funzione non solo del tipo di sostanza d’abuso ma anche della via di somministrazione utilizzata.

Nel caso di sostanze che, come il crack, sono inalate, la modalità di assunzione assume un’importanza fondamentale nel meccanismo patogenetico dando origine a patologie polmonari le cui cause sono da ricercarsi più nella modalità utilizzata nell’assunzione che non negli effetti della sostanza stessa. Di frequente riscontro tossicologico all’interno di partite di droghe sono sostanze che spesso nulla hanno a che fare con la sostanza di partenza: metalli pesanti, farmaci o altre sostanze come farina o zucchero. La presenza di sostanze da taglio introduce un’ulteriore variabile nello sviluppo di patologie correlate all’uso di droghe.

L’assunzione di crack avviene normalmente tramite pipe o oggetti che dovrebbero svolgere la stessa funzione. Questa modalità risulta particolarmente tossica nei confronti del sistema respiratorio verso il quale esplica effetti sia in acuto che a lungo termine. Nel caso di questa sostanza è stata infatti definita una vera e propria sindrome, “polmone da crack”, che identifica quadri clinici anche distanti fra loro: emorragia alveolare diffusa, dolore toracico, edema polmonare cardiogeno e non cardiogeno, riesacerbazione acuta d’asma, infiltrati polmonari con eosinofilia, polmonite interstiziale, bronchioliti (Bronchiolitis Obliterans Organizing Pneumonia – BOOP)

Le principali conseguenze che possono derivare dall’uso del crack sono i sintomi respiratori acuti, che si sviluppano di solito nell’arco di alcune ore o minuti dalla somministrazione. Essi comprendono:

  • Tosse con produzione di espettorato nero, attribuito all’inalazione di residui carbonacei derivanti dalle torce di cotone imbevute di alcol o butano utilizzate per accendere la cocaina.
  • Dolore toracico, che spesso peggiora in profonda inspirazione, sembra essere dovuto all’irritazione bronchiale da parte del crack, dei prodotti di combustione o dei prodotti utilizzati per favorire la combustione (es. butano). Altre cause di dolore toracico che devono comunque essere prese in considerazione nell’utilizzatore di crack sono l’ischemia miocardica acuta, il pneumotorace e il pneumomediastino.
  • Emottisi: un’emorragia alveolare diffusa con dispnea ed emottisi è una delle manifestazione direttamente correlabili all’effetto vasocostrittore e cardiotonico della cocaina. L’emottisi deriva dalla rottura di vasi della sottomucosa della trachea o dal danno a carico della membrana alveolo-capillare polmonare.
  • Broncospasmo: vari casi clinici di riesacerbazione dell’asma sia in concomitanza con l’uso della sostanza che dopo mesi dall’interruzione dell’utilizzo di cocaina sono riportati in letteratura. Il broncospasmo potrebbe essere il risultato dell’infiammazione dell’epitelio respiratorio da parte sia della cocaina che di adulteranti.
  • Stenosi tracheale e severa iperreattività delle vie aeree potrebbero però essere anche le conseguenze dell’insulto termico verso l’albero tracheale attribuito sia all’inalazione di prodotti inalati presenti nel fumo che alla combustione di etere: questo solvente altamente volatile, utilizzato per favorire la precipitazione dei cristalli di cocaina in alcuni casi può non evaporare totalmente, ponendo i fumatori di crack ad alto rischio di “incendio” delle vie aeree.

A lungo termine, e se non trattate adeguatamente, queste manifestazioni acute possono portare ad irreversibili patologie polmonari.

Per ulteriori informazioni visita il sito: www.cocaina.info

Guarda il Video del centro disintossicazione cocaina

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